Il dolore della perdita

Qual linda salviettina
a terra scivolando
inerte s'accartoccia
e poi laggiù rimane
inutile ed immota
su gelida piastrella
così
le membra indebolite
da universal dolore
private d'ogni forza
s'accascian mollemente
ombrose, su sé stesse
Nel core mio dolente
neppur affiora speme
che anima pietosa
solerte mi sorregga
Lacrime a valanga
e urla mie strazianti
lenir lo so
non posson
ferite sanguinanti
Ma altro non so fare,
parola non so dire:
salvietta inumidita
pesante a divenire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
a
Tutte le opere →
L'autore
adriana sini
Autobiografia: che parola impegnativa! Penso di essere una delle tante donne cui piace mettere su carta i propri pensieri, tutto qua... non credo valgano molto e non ambisco ad alcun premio... Mi piace però l'idea che chiunque li leggerà proverà una qualche emozione, sia pur essa la mera curiosità di cercare altri mi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!