Vernatio
C'era una ragazza col cianuro nelle vene,
ella non provava alcuna sorta di bene,
la sua unica compagnia era un boia
che le faceva perder la testa: la Noia.
La ragazza si sentiva sporca
pensava che il villaggio la volesse sulla forca,
così passava ore a strofinarsi la pelle,
a scartare i suoi peccati come caramelle.
Ma andava aumentando la sua voragine
che l'azzannava con artigli di vertigine
e, per quanto s'affannasse con garze e chiodi
i buchi rimanevano incastrati ai suoi nodi.
Allora decise di cercare una vipera
la studiò attentamente, baciatrice adultera,
e capì che per fare tutti felici e contenti
avrebbe solo potuto spezzarsi i denti.
La ragazza, afflitta, scoppiò in lacrime
e vide che la vita sotto quella grandine
si corrodeva e si scavava, così pensò bene
di far uscir via il cianuro tagliandosi le vene.
Ella afferrò tremante un coltellaccio
e racimolando dalla sua scorta un po' di coraggio
si sviolinò il polso con quell'archetto
conficcando i suoi strazianti urli nel tetto.
Andavan spuntando bottoni sul suo taglio
che poi sgocciolavano a guisa di tiglio.
Lei oscillava stanca, cercando tra le foglie
l'attaccatura dell'anima per togliersi le spoglie.
©
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L'autore
Elizabeth Nightley
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
Commenti (1)
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Azar Rudif22 gennaio 2015
è perché scegliere la morte...! se catastrofe deve essere che catastrofe sia: distruggiamo il mondo e guardiamo che effetto fa
