E lenta mi avvicino
Laconico, incustodito,
nei pensieri assorto,
in un angolo del giardino.
La tua ombra
sale adagio sulla parete.
Le gambe raccolte,
il gomito sul ginocchio,
il capo sopra la mano.
Lei ormai
è un eco lontano.
Poco più in là
cresce l’indaco bastardo, con l’aloe
e certe piante esotiche.
Io ti osservo,
nascosta, silenziosa, imprevedibile.
E lenta mi avvicino,
ancheggiando appena,
sulla passerella bianca.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
