Il chiodo
estro non diede beltà
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Sempre quà,
ad aspettare nella panchina,
senza tempo,
mentre raggi tornano a ferire
una terra fertile
mai bagnata dall'amore.
Ombre e frizzi baluginano nell'aria,
risvegliando immagini fantasmatiche,
storie mai iniziate che si rincorrono
ripetitive,
nelle oniriche notti.
Sulle sparse autunnali foglie,
macchiate di sangue rappreso,
gocciola dal mio cuore
la vita,
il chiodo delle ore lo dilania,
battendo lentamente
ed
inesorabilmente.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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