Ideali
Canzoni rivoluzionarie sono cantate dalla signora con il lungo viso,
la vita di mille generazioni è morsa, masticata e sputata.
Un sorriso mi taglia la faccia,
ascolto nella penombra della vissuta aia.
Così lontano è l'essere, così casuale il divenire,
vocaboli lontani ovattano l'aria che piano è respirata.
Pensieri si fermano impauriti alla lingua,
la coscienza sorvola campi antichi di sangue e roboanti parole.
Il sapere in quanto tale annulla ogni tentativo,
una fede o un colore diverso spazzano via il naturale esistere.
Inerte davanti alla storia del mondo,
colpito e centrifugato provo a contestare questo eterno scorrere,
non cedo e non mi faccio indottrinare.
Esco dalla strabordante atmosfera, esco nella solitaria notte,
mi perdo in una nebbia che si mescola al mio sentire.
Mi allontano tra l'acqua e il cielo,
figura evanescente nella luce di un lampione.
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