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Sociale 27 gennaio 2015 · lettura 1 min · 2918 letture

Auschwitz Birkenau

Jibi 298 poesie pubblicate
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La speranza aggrappata a quel filo spinato il mio corpo scarnato era pietra ormai erosa dal tempo Poi un giorno tra risa sguaiate in un bocciolo di fumo sono diventato Silenzio
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dedicata al piccolo Zigmond Adler, deportato nel campo di internamento di Mechelen a soli 3 anni con la zia e cugini e poi ad Auschwitz dove, all'età di 7 anni, il 21 maggio 1944, venne ucciso nella camera a gas insieme alla zia, ai cugini e a cestinaia di altre donne e bambini

L'autore
Jibi

In un’alternanza di Luci e Ombre, su di un foglio bianco, si distende la mia Anima....

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Commenti (7)

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g
gianni manca27 gennaio 2015

lirica stupenda dove l'umanità chiusa dentro le lacrime trasuda nell'emozione dei tuoi versi

Grazia La Gatta27 gennaio 2015

In pochi versi, tutto il dolore dell'orrore umano. Bella e intensa; apprezzata.

emmalisa lucchini27 gennaio 2015

versi che evocano il dolore, l'orribile atrocità, nel silenzio di molti che seppero... ma non fecero nulla. Grande, Autrice, che in pochi versi ha saputo raccontare un dolore così grande!

Alessandro Lemucchi27 gennaio 2015

Sono diventato silenzio... silenzio assordante che ricorrerà fino alla fine dei tempi.

Massimiliano Moresco27 gennaio 2015

Autrice che lascia affiorare dal mare turbolento del pensiero sola la roccia più squadrata. E ogni parola nei versi è la misura di questo metodo. Tema importante affrontato senza retorica e frasi strappalacrime.

nemesiel28 gennaio 2015

Pulita, essenziale, asciutta come il dolore... e nel verso finale l'opposizione netta fra l'infimo e il sublime.

A
Alfonso Molisso4 febbraio 2015

Versi brevi, efficaci, scolpiti per sempre a raccontare l'ignominia umana. Commovente quella similitudine di un fumo " atroce" che diventa poi un bocciolo di fiore che va nell'eternità a innalzare l'anima di un bimbo innocente.