Senza Titolo

Dai Agata
un me lo dì più
armeno oggi risparmiami
la solita tua nenia
lo so che un bastan mai
que quattro sordi che ti porto a casa
che bimbi crescono
gli s’allunga piedi
er maglione gli sta stretto
che quest’anno er maschio va a le medie
ci vogliano i libri
l’abbonamento ar purma
e la cartella nova
stamani
dopo che ho scaricato
la verdura giù ar mercato
prima datt’attacà r’lavoro
all’officina der pelato
passo dar mercatino lì vicino ar porto
ciavessero quarche maglietta
cor prezzo un po’ ridotto
se te lo ricordi
verso mezzogiorno
fai un sarto a vedè
se la mi mamma cià bisogno
mi sembra brutto
che ci si pensi solo a fine mese
quando c’è da chiedigli i sordi
per pagà l’affitto qui in paese
che dici
che in una stanza sola
ti senti un po’ pigiata
che un te lo ricordi nemmen più
l’urtima vorta
che s’è fatto una trombata
che la panda cià le gomme lisce
che questa vita di merda ti inibisce
che so uno stronzo
perché un ho dato r’voto a Berlusconi
che ce n’hai pieni i coglioni
che volevi nasce omo
per mettiti i carzoni
o Agata
o o o Agata
per esse omo
non bastano i carzoni
ci vogliono le palle
e io l’ho perse
e ora so una pecora
in mezzo a questo gregge
che pe fatte campà
è costretto ad ingoià
a fassi massacrà
dallo schifo
che è diventata questa società
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L'autore
Turan
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