Quando il Sole m'era amico
Giovanni Chianese
702 poesie pubblicate
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Ero infante tra monti e valli
nel bucolico sentimento dei prati
satellite il mio rifugio
nell’immensità del grano
che respiri inibiva al soffio di folata
Allegro tra beate colture
il treno fischiava nei campi
e le stelle dominanti
nel limpido cielo azzurro
desideri erano d’infinito binario
Il sole vedevo sorridere
purezza di natura scorreva
c'era ghirba di nobili sorgenti
e distillante rugiada all’aroma
sulle mulattiere d’arcobaleni
Al trambusto d'agglomerati che or mi sveglio
canute le mie chiome tra fumogeni al vento
più non vedo distese di colori
e fruscii amoreggianti alla brezza
ma discariche puzzolenti al sole
Sconnesso e putrido nel fango che scotta
annerisco su fiumare di scorie umane
montagne di carogne a marcire
son nefandezze al cospetto di Dio
che più non ci stima nella disumana ressa
Costretti nella morsa stridente
cavalli sbizzarriti al galoppo
più indietro non si voltano
mentre riesumati solchi
rigurgitano scandali tragedie e morte
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Franco Scarpa4 febbraio 2015
Versi chiari e ricchi di moralità, che mettono a confronto il repentino cambiamento della nostra società, tra il susseguirsi di due epoche molto vicine tra loro. Nella prima parte, la vita era immersa in una natura semplice ed incontaminata, poi il seguito, dove spicca il vero senso del degrado, e che unito all'indifferenza dell'uomo lo conduce alla sua tragedia. Complimenti Poeta, molto bella!

