Le stagioni
Rita Minniti
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Non è più come allora.
L’estate,
raccontava d’un azzurro
così intenso da accecare gli occhi,
del mare calmo
e del grano dorato sfinito al sole.
La primavera,
impaziente,
aspettava le rondini,
e i passeri,
sulle margherite e i fiori di pesco
si coccolavano felici.
L’autunno,
sorrideva ai salici piangenti,
e al castagno s’inchinava
per raccoglierne i frutti,
mentre di qua e di là
le foglie salutavano i rami.
E l’inverno,
con la sua neve,
un caminetto acceso,
e quei batuffoli silenti
che riposavano sui tetti.
No...
Non è come allora.
Ogni passaggio dimenticato
da un’atmosfera strana.
Le stagioni
ritornano distratte,
in un via vai di colori infranti,
di sapori
offuscati dalle serre,
di profumi
al benzene e alla diossina.
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (1)
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Bruno Leopardi6 febbraio 2015
È una poesia che mette il dito nella piaga e verso dopo verso cadenza ciò che era e ciò che purtroppo è. La natura ha cambiato il suo rapporto con la sua Terra per colpa degli uomini. E neanche dopo questi stravolgimenti essi si fermano a riflettere e fare responsabilmente retromarcia. Bellissima poesia profonda e piena di tanto sentimento per la natura e di conseguenza per la vita. Infine, stupenda chiusa.

