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Dialettali 4 febbraio 2015 · lettura 2 min · 5072 letture

Quant’era bello chiacchierà

Enrico Baiocchi 346 poesie pubblicate
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So già vent’anni ch’oramai so morto ma pare che solo io me ne so accorto, quassù semo un sacco de mijoni, tanti so vecchi ma i più so dei cojoni. Ieri er capo ‘a voluto fa ‘na festa, ci’a messo a tutti un numero su’a testa, ha preso er computer e ‘a tirato a sorte chi pe’ un giorno tornava dalla morte. So uscito io, me so zompati addosso, voleveno comprasse er numero sortito, sordi, gioielli e regali a più non posso, puro coll’oro m’avrebbero riempito. Mi so guardati: "aho, mica stamo su’a tera, che tutto se compra, che tutto è corruzzione che pe n’euro so pronti a fa ‘na guera ammazzà ‘a gente e distrugge ‘na nazzione. Qui semo morti, stamo a scontà e pene, e si permettete mo vojo annà laggiù, p’arincontrà chi m’a voluto bbene, e p’aricordaje che io nun ce sto più". Ho preso l’ascensore, ho spinto pianozero, me mancava er fiato pe’ com’era veloce, so’ tornato in mezzo ai vivi pe’ davvero, staveno zitti, come nun ci’avessero la voce. Ho fermato un regazzino e ho domannato: "ma ch’è successo, perché nun ve parlate?" e quello a testa bassa m’ha appena sussurato: "zitto, nu’ lo sai ch’e parole so vietate?" "Ar massimo si voi, poi scrive cor WhatsApp".
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Un po’ di fantasia e satira, ma ho paura che tra pochi anni all’umanità non servirà più la voce, le comunicazioni saranno solo digitali o addirittura sensoriali... ma purtroppo non servirà a risparmiare che tanti dicano e facciano ugualmente tante bojate...

L'autore
Enrico Baiocchi

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,

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Commenti (5)

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sergio garbellini4 febbraio 2015

Quella quinta strofa mi ha lasciato stupefatto, ma tutta la lirica con il suo vernacolo ironico, la sua fantasia così irreale, una trama originale di cui devo assolutamente complimentarmi con l'autore perché è coinvolgente e melodicamente bella, l'ho letta con particolare interesse essendo il sottoscritto nato a Roma e per oltre 50 anni ne ho vissuto i fasti e la bellezza. Una descrizione alquanto particolareggiata e divertente, ma alla fantasia devo dare voto 10 e lode, complimenti all'autore.

Patrizia Ensoli4 febbraio 2015

Ottimo testo, ironico e scanzonato quanto spietatamente reale ... Al di là del significato palese e che condivido totalmente l'autore in questa lirica in vernacolo, mi ha riportato alla mente i tanti film di Alberto Sordi, dove la tragicità della realtà umana veniva affrontata nei bianco e nero ironici, pungenti e molto, molto malinconici!

Anna624 febbraio 2015

certo, con l'avvento dei media, computer in testa e dispositivi vari, la comunicazione sia divenuta più scritta che parlata. Io la trovo un'involuzione più che un'evoluzione. ma il problema più profondo è che sempre più ci nascondiamo dietro le parole siano esse scritte o pronunciate. C'era un tempo in cui bastava uno aguardo per capirsi, una stretta di mano per suggelare un patto. Oggi ci sono amori che cominciano con un Sms e finiscono allo stesso modo, invettive che si lanciano via etere per non aver il coraggio di guardarsi negli occhi. Insomma, ci illudiamo di comunicare, ma sempre più erigiamo muri di diffidenze e incomunicabilità. Forse, forse, la poesia, quando è tale, assolve ancora questo compito! Apprezzata molto!

carla composto4 febbraio 2015

simpatica divertente anche se alla fine porta a profonda riflessione ...ha ragione il poeta tra poco la voce nn servirà più la tecnologia ci ha schiacciato... mi é piaciuta molto anche il vernacolo romano ben critto...

Antonio Biancolillo6 febbraio 2015

Ben riuscita questa riflessione... e poi... nel dialettale riesce a dare quella forza in più...arriva tutta quella perplessità...che facilmente sfugge... di come era così bello chiacchierare ...ascoltando la voce ... le sue variazioni di tono... ascoltare la cadenza di un dialettale e riderci sopra per un parlare usuale e coinvolgente... Verissimo... nel mondo virtuale si perdono tutte quelle sfumature che può dare ogni singola voce... Quei messaggi sono così freddi ...a cui... purtroppo tanti si stanno abituando... Una giusta dose di ironia e fantasia... rende gradevole e avvolgente il testo... Molto apprezzata...