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Fantasia 4 febbraio 2015 · lettura 1 min · 648 letture

La giacca

E
Elizabeth Nightley 65 poesie pubblicate
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Nell'armadio giace una giacca impiccata con una gruccia, scivolata dalle spalle del nonno come un sonnambulo nel sonno. Stoffa senza più un ventriloquo, era stata mandata al patibolo. Vedova di cuoio, senza amante era stata seppellita dietro le ante. Straccio puntato con uno spillo in una teca di vetro, il vessillo di chi la indossò e non lasciò traccia se non un sigaro in tasca e una macchia. Non può piangere senza occhi né crollare senza ginocchia, è solo una giacca in una nicchia un burattino tra tanti balocchi.
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Spesso capita che le persone, dopo la morte di un caro, lasciano le sue cose così dove stanno. Le lasciano ad elemosinare polvere, intatte, come se stessero ancora attendendo l'arrivo del loro padrone. Così una giacca di un nonno ormai morto rimane seppellita in un armadio, una vedova impiccata con una gruccia.

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L'autore
Elizabeth Nightley

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe

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Commenti (1)

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A
Antonio Terracciano4 febbraio 2015

E' gradevole e delicata questa poesia di una giovane poetessa che ricorda il caro nonno morto attraverso una sua giacca rimasta in casa. Penso che sia diffusa, giustamente, l'abitudine di non gettare alcuni oggetti appartenuti alle persone defunte (non usando più metterli nelle loro tombe, come facevano certi popoli antichi): l'oggetto, non potendo più fare compagnia al morto, la fa a noi, ci conforta, pur probabilmente illudendoci, perché ci induce a pensare che la persona defunta non è del tutto scomparsa, ma che una particella della sua anima è rimasta impigliata in esso (in questo caso in una vecchia giacca) .