Arianna
Quando s’affaccia alla tua porta
di vetro
un viso pallido di fuoco vivo
comprendi che l’impero di Murano
si fonderebbe in un’occhiata
se lei lo volesse
Quando trascini i passi fragili
indietro
sulle insicure travi del rimorso
sospendi la tua vita nella mano
di un’anima dannata
dalla presa sfuggente
Quando una dea ti sbriciola
ridendo
quasi che fossi un tozzo di mollica
attendi qui tra il sacro ed il profano
nella Chiesa sconsacrata
dai suoi tormenti
che sparga al suolo tutti i tuoi frammenti
in una scia di soffici veleni
per ricordar chi sei
e da dove vieni
per ribadir
che le appartieni.
Questo è il filo della tua condanna.
Da qui percorrerai un cammino
avverso
senza ritorno
Volendo uscir dal tempo
perso
ti smarrirai in un vacuo labirinto
senza una voce amica che ti guidi
dispersa tra gli stridi
della divinità vendicativa
da cui volesti fuggire
e che t’infesta i sensi
senza tregua.
Ed ora? Non ti resta che
Sparire...
Dissolverti e
...Sperar
che non ti segua.
©
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