Lady Diana

T´ho presa in una notte senza voce
nera come gli abissi dei miei sensi
dispersi in quella danza tua feroce
densa di forme e movimenti intensi.
Danzando mi pareva che una luce
sfiorasse i rami della tua criniera
soffusa, sì, ma soavemente vera
sfumata nei contorni della sera.
E nello spazio interminato e vuoto
fluttuava la tua grazia incantatrice,
cantava al vento la tua chioma bruna...
Nel buio di quel vespro senza luna
fulgevan gli occhi di una danzatrice
sognata da un mortale a lei devoto.
La Diana cacciatrice fu domata,
braccata dalle braccia di un amante
e vinta dalle frecce del suo sguardo:
trafitta dalla punta di quel dardo
si spense al suolo splendida, sognante
spacciata e come mai desiderata.
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Commenti (1)
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Duilio Martino15 marzo 2016
L'autore dimostra di ben sapersi destreggiare in metrica e soprattutto fa buon uso di tecnicismi non banali, quali enjambement... che appartengono solo a pochi eletti. Il mio plauso
