Sulla panchina della notte
Seduto sulla panchina della notte guardavo piovere sogni.
Cadevano bagnando facciate di belle case immacolate,
uscivano da grondaie rotte,
sorprendevano anche il panettiere che lento andava a lavorare.
Rimbalzavano vicino a me inzuppando la fresca erba del prato,
stavo immobile ad aspettarli e il tempo si fece mio.
Solo il viso porsi al cielo e nulla più, con calma respiravo.
Sogna uomo sogna, le parole si spengono ma il volo rimane.
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