Non
Mangio certe stranezze
e non digerisco i rimpianti
a mezzanotte di un giorno qualunque
ho venduto carezze
e ho guadagnato solo istanti
di niente ruggine e stanze capovolte
nel senso che giro il mondo
ed io non lo conosco, ed io non l’ho visto
l’ultimo poeta distinto che parlava di noi
uomini comuni di mezzo alla gente,
ed io non lo conosco, ed io non l’ho visto
l’ultimo pittore convinto che disegnava noi
come burattini di legno
coi nasi e i cuori invisibili
per i giorni di sole e ricordi impossibili.
Viaggio certe volte come per scappare
dal fuoco dei miei anni
che istigano rivolte
ai sentimenti, al promettente avvio
di un circolo privato
dove si gioca d’azzardo
e si scommette sull’assurdo
di cose e spettacoli
che non saranno diversi dai monopoli
di minacce, arresti domiciliari
discreti per gli uomini onesti
fuori e dentro dai mari
navigatori di mille speranze
raccolgono alghe per il futuro nostro
alligatori immersi negli scambi d’oppio
l’ultimo è un morto ammazzato
è drogato, non è stato rispettato.
©
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