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Riflessioni 10 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1146 letture

La pensione del cecchino

NicolaGiordano 45 poesie pubblicate
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Alta sopra la nebbia inodore dei tetti un'antenna filtra e rifiltra il vento. Sono appeso a un cavalletto senza posa lucertola mimetica paziente. Ovatta il cemento un mirino impressionista... riduce l'asfalto ad una lingua di catrame e il cielo ad uno spiffero d'azzurro. Un occhio di gatta vetrata scheggia sornione l'indistinto. Ma passa una vita e non ha più miraggi l'orizzonte: fissa, arto umano, la strada non trema. Nell'attesa riverbero, congiura degli angoli o scena in agguato sul ventre. Rifumo nello sguardo, che oramai ho soltanto, l'ossessione di uccidere. Senza pensare a salvare la pelle, l'amica inesperta s'attarda sull'uomo... due tiri puliti.
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Ripropongo questa poesia perché l'ho modificata un po', cercando di usare un linguaggio più diretto e di eliminare le parti inutilmente barocche.
Il protagonista è un reduce della seconda guerra mondiale, di una generazione che sta scomparendo, e nelle intenzioni dell'autore vuole essere un anti Chris Kyle, cacciatore di uomini e non pastore del gregge: un vecchio cecchino ormai senza retorica, neanche visiva.12 novembre 2015
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NicolaGiordano
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