La pensione del cecchino
NicolaGiordano
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Alta sopra la nebbia inodore dei tetti
un'antenna filtra e rifiltra il vento.
Sono appeso a un cavalletto senza posa
lucertola mimetica paziente.
Ovatta il cemento un mirino impressionista...
riduce l'asfalto ad una lingua di catrame
e il cielo
ad uno spiffero d'azzurro. Un occhio
di gatta vetrata scheggia sornione l'indistinto.
Ma passa una vita e non ha più miraggi l'orizzonte:
fissa, arto umano, la strada non trema.
Nell'attesa riverbero,
congiura degli angoli o scena in agguato sul ventre.
Rifumo nello sguardo, che oramai ho soltanto,
l'ossessione di uccidere.
Senza pensare a salvare la pelle,
l'amica inesperta s'attarda sull'uomo...
due tiri puliti.
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NicolaGiordano
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