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Dialettali 12 febbraio 2015 · lettura 2 min · 1109 letture

Nati da 'na stella capricciosa

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Giacomo Palleschi 4 poesie pubblicate
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Dentro a ‘sta galera faccio giorno e faccio sera. Vedo tante passeggiate dentro all’arie confinate, chilometri percorsi sempre dentro ai stessi posti. Limitati in una cella, o dentro ‘n campo de pallone, famo score questa vita affibbiannoje ‘n valore. Dentro a ‘sti cori ‘n po’ piegati, c’è ‘n passato de reati. Tutte vite co’ ‘na storia, de cui ‘a gente ‘n vo’ conosce ‘a memoria. A tanti basta giudica’ co’ sufficienza pe’ scaricasse ‘a coscienza. Nu’ lo sanno che i reati c’hanno origini e antenati. A ‘ste persone vorrebbe daje l’occhi mia, pe’ levaje ‘sta miopia, guarderebbero ai problemi co’ sentimenti più sereni. Io stò imparanno a spese mia, che giudica’ a occhi chiusi è ‘na follia. Semo l’argine franato, de ‘n’esistenza ‘n precariato. Droghe, vite d’espedienti e problemi famiari, ponno esse stati parti in causa de ‘sti mali, e quanno dici “ognuno reagisce a proprio modo”, te senti risponne “er monno è bello perché è vario”. Però è solo ‘n’ipocrisia, perché come sarta fori er detenuto, ‘a comprensione diventa ‘n’utopia. Mò ‘n vojo dì che tutti sono uguali, ma certa gente aiuta a compromette l’ideali. Si c’è ‘n Sistema ‘nvece, che propio nun comprendo, è parte dàa giustizia e er suo malato accanimento. Ce so’ guardie carcerarie, divise tra sensi onnipotenti e frustrazioni devastanti. Se dovrebbe fa’ de ‘ste carcerazioni, tempi e sistemi utili a riabilitazioni. ‘Nvece funziona tutto all’incontrario, e er carcerato n’esce solo più cattivo e più ‘nvecchiato. Ma noi qui dentro poi s’abituamo, è questo er vero guaio... ciò che semo dentro nun è ciò che diventamo. Tra pianti soppressi e sentimenti disconnessi, l’animo nostro se ‘ndurisce, e la rabbia torna a cresce. Semo nati da ‘na stella capricciosa che c’ha messo a dura prova, co’ ‘n destino già segnato contro er quale noi lottamo. In ogni caso ‘n sarendemo, continuamo a nu’ mollà, perché de ‘na cosa semo certi... tutto questo ‘n giorno finirà!
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Alla fine del 2007, precisamente il 15 Ottobre, dopo aver avuto qualche precedente e rapido "entra ed esci" dal Carcere di Regina Coeli a Roma, la vita che conducevo ha raggiunto la sua massima inclinazione. Vengo arrestato per scontare 3 anni e 4 mesi - pena scontata per intero -, e a quel punto prendo consapevolezza del disastro che avevo fatto della mia vita. Da quel momento in poi inizia per me una lunga fase di riflessione, legata alle difficoltà al dolore e alla sofferenza causati da quel posto. Ho cominciato lì a scrivere, dopo circa un anno, perché era l'unico modo per sentirmi libero.

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Giacomo Palleschi
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