Tritone bugiardo
Partorito nel tormento
di un paese in guerra
dove la mia vita, crudele
e senza sconti infelice correva,
oggi giunto a dodici primavere
fuggo via, è il momento.
Lungo e penoso il cammino
verso il mare d’occidente,
là dove il mio destino
forse troverà un futuro,
lo percorro sotto il sole cocente
e ancora fame e sete fanno muro.
Ma il tempo delle brutalità
non fa soste per riposare
ed il fucile del mio denaro
mi ordina di prendere il mare,
l’ultima prova, e dopo l’amaro
del mio penare, spero, la libertà.
Senza colpa beffardo s’infuria
sarà la mia tomba, sono sicuro,
e questo liquido ghiaccio salato e scuro
annacquerà dell’Europa l’incuria,
muoio di freddo e terrorizzato,
lo sono, però, da quando son nato.
Tritone bugiardo e codardo
di ricco denaro soltanto avaro,
il tuo fucile non spara, ma uccide
non mi hai salvato, che tu sia dannato,
e nella memoria della tua storia rimane
il tuo rifiuto nel darmi aiuto, in mare.
©
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