Gerla di pensieri spersi, fuori da date (come fiori non di mimose)

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Le donne che facevano da staffetta per le munizioni, le prtatrici carniche hanno fatto la storia come i loro compagni uomini ma vengono citate poco, per loro non c'è stata medaglia o aureola di eroismo, anche se eroine sono state. Si sono sacrificate compiendo fino in fondo il loro dovere.
E' un vero piacere leggere opere di questa portata e ancor più grande è i piacere che, ad averla così altamente musicata, sia stata la mano e l'anima di una donna! Molto più che apprezzata, contenuto e forma ottimi!
Un simbolo che riversato ai nostri giorni rappresenta una realtà poco dissimile, in quella gerla trasferisce il peso insostenibile che ancora oggi la donna deve sostenere per conciliare lavoro e famiglia, ricoprire compiti che sembrano non definirsi mai in un limite tangibile, fissato da un punto. Non so se oggi una donna debba essere considerata un'eroina, ma non credo sia ciò che vuole, penso che voglia soltanto avere un suo ruolo definito ed il cui valore venga riconosciuto almeno come quelli degli uomini, e avere la possibilità di donare quel fiore prima che appassisca nell'indifferenza. C'è tanta giustificata ribellione in questa lirica, quel "derivata da un fianco" non vuol dire di seconda categoria.
Il tempo passa ma la storia pare sorda ai suoi insegnamenti. Ciclicamente l'esistenza ripropone alle sue creature la possibilità di rimediare al secolare errore di stilare una classifica all'interno della quale individuare l'anello "debole", per poi spezzarlo. Non si tratta di selezione naturale, si tratta piuttosto di un sistema malato che, nel non riconoscere nella donna una parte integrante di sé, è destinato ad estinguersi. Sbaglia di grosso chi pensa che l'emancipazione consista nell'attribuire alle donne ruoli prettamente maschili: non è facendole imbracciare un fucile che la si valorizza. Complimenti alla poetessa per l'originalità nel trattare un tema quanto mai attuale.
Versi dalla stesura ottima, che toccano un tema antico e che si perpetua. La donna sottomessa che si fa esplodere in nome di leggi ataviche e religiose... la donna che genera vita, ma costretta a dare anche la morte. La poetessa con il suo testo pone il lettore a riflessioni e a verità che nel terzo millennio non vorremmo più ascoltare... apprezzatissima.
dico solo che per l'enorme e smisurata sensibilità invidio le donne... per la loro tenacia e forza... per come sanno affrontare i dolori e le difficoltà... questi versi mi hanno dato solo la conferma di tutto ciò...la considerazione dell'Autrice è da condividere e grazie per averla inserita... apprezzatissima
La donna è sempre stata sottovalutata, e sarà così finché non le sarà riconosciuto il suo vero ruolo... versi veri che fanno riflettere... viva le donne!







