Gli amanti di pietra
Hariseldom
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Liscia era la sua gonna
le gambe in ombra
sino al frutto del desiderio.
Le mani
le mani di lui
sottili le dita
come quelle
che suonano un pianoforte.
La sua bocca cercava la sua
saliva leccata
lingua assai delicata.
Capezzoli eretti
in attesa del tocco
trepidanti e voluttuosi
rigidi e duri.
Suono di violino sui fianchi
bocca sotto le ascelle
non restava
alcun angolo di pelle
che non fosse preda
di quell'amore.
Luce soffusa
alberi curiosi
un gufo poggiato
sul sedere di lei.
Amanti di pietra
puniti dagli dei
nel giardino delle anatre albine
ombravano
i corpi distesi sull'erba
gli uni erano gli altri
il vero ed il falso
mentre una luna rossa e crudele
illuminava il triangolo impiumato
dove lui era entrato.
L'aria della notte
sapeva di ormoni
e l'urlo della pietra
fece fuggire
pipistrelli dai rami.
Gli dei
non amano
chi tradisce o ama
gli dei
nel giardino
sono parole e sospiri
sulla pietra umida.
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