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Introspezione 15 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1716 letture

Il mercante di aquiloni

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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L’ho trovato sulle scale, che giaceva rannicchiato, il mercante di aquiloni, e di zucchero filato. Viaggiatore di illusioni, lo stregone dei bambini, lui, il venditore d’aria, per riempire i palloncini. Gli ho guardato dentro al cuore, ci ho trovato un fortunale, per un’epoca che arriva, senza farlo accomodare. Perché in questa nuova era, più non serve il suo vagare, il suo esistere è superfluo, non c’è tempo di sognare. Se lo sfioro dolcemente, un rumore fa di cocci, di brandelli, di frantumi, ricoperti dagli stracci. Ho raccolto e messo in tasca, le macerie polverose, dello spacciator di sogni, di sorrisi, di mimose, Le ho raccolte e le conservo, per mischiarle con le mie, e adagiarmi sulle scale, or che non ho più poesie.
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In un'epoca che va sempre più di fretta e non ha più tempo per sognare, i mercanti di aquiloni si lasciano morire... ed io con loro.

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (8)

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carla composto15 febbraio 2015

mai lasciar morire i sogni, anche se é difficile alimentarli... bella questa metafora del venditore di zucchero filato, ovviamente per i bambini che sono gli unici, putroppo non tutti, a sognare ancora... il mio sincero plauso al bravo poeta

Azar Rudif15 febbraio 2015

Sì, i mercanti di aquiloni, le nostre fantasie, si lasciano morire e perdiamo quel potere sopranaturale che è la nostra fantasia e la sua capacità di creare e modificare il mondo. Versi, belli, ma che trovo anche giusti e di denuncia contro la mancanza di fantasia del nostro mondo che si sta rinchiudendo nella gabbia delle convenzioni e della regola che la maggioranza può decidere anche della sparizione delle minoranze. Dovremmo tornare bambini il messaggio della poesia ed il messaggio che Uno è venuto a dirci duemilla (e 15) anni fa circa.

Patrizia Ensoli15 febbraio 2015

Io credo che più della fretta oggi, ci sia il terrore di sognare, le paure che subdolamente sono state instillate in noi sistematicamente ci hanno reso tutti uguali, tutti birilli allineati e chi sogna, diventa il " diverso "... quindi: vietato sognare perché chi sogna è un uomo/donna libero!

alias Marina Pacifici15 febbraio 2015

Finché esisteranno persone sensibili, sognatori, artisti, bambini e cani, ci sarà sempre il bisogno di un venditore di aquiloni. E la Poesia, quando è autentica e vera, quando è sentita nell'anima, come questa, altro non è che un aquilone che si libra nell'azzurro.

Chiara Vacchieri15 febbraio 2015

I sogni sono diventati un bene di lusso che solo chi ancora detiene la materia prima puó permettersi. La speranza ha subito infatti una svalutazione tale da ridurre i mercanti di sogni al lastrico. Occorre investire sulla collaborazione reciproca se si vuole far rifiorire un'economia attualmente fondata sull'egoismo.

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D’Urso Marino16 febbraio 2015

e invece un'altra poesia ce l'hai, questa! una dolce triste filastrocca che commuove sia grandi che i bambini.

Umberto De Vita16 febbraio 2015

Poesia molto interessante sia per tema che per descrizione minuziosa. Poesia che ho molto apprezzato.

nemesiel16 febbraio 2015

Davvero delicatissima e malinconicamente dolce questa poesia che dipinge un "personaggio" che, se avessimo il coraggio di scavare a fondo in noi stessi, troveremmo desideroso di emergere in ognuno di noi ma troppo timorosi per farlo... troppo allineati alla massificazione verso il basso, imposta dai ritmi dell'efficienza e di un reale che sembra non aver bisogno di sogni e di aquiloni... Sembra, appunto... ma non è così."Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni" e ne abbiamo bisogno come l'aria...