E le fè
Rosaria Catania
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All'uomo rammentar
la grave sventura
dibattea l'ira
con impazienza inattesa
al vincitor premiava
col raggio in fronte
soffrivan
dall'arco cadevan vorace
la mano avida
di vendetta arruffava
più del dorso
l'uccisione parea sanguinare
faticose teste di bestie feroci
fuggitive non vedon età
bambini o donne
violentano distruggono
un Attila che non crescerà più erba
guerre senza pentimenti
eruttano fiumi di lava velenosa
cruda padronanza
con pugno d'acciaio
con la compiuta
ombra della morte.
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Rosaria Catania
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