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Impressioni 16 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1484 letture

Io tra gli occhi di Dio

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Nel sole ch’era nero e nell’ombra la luna ho visto chi lassù ci guardava cascata a strapiombo nella valle dei leoni tutti i suoi occhi a lacrimare rosso fondo celestiale sanguigni i vasi dilatati Schiuma viscida di veleni e d’anni storia belligerante sangue sono di fratelli gli oceani seppur divin messaggio pioggia cadente ancora nulla è la croce di Cristo Stelle d’universo cristallizzanti sul mio corpo a crepare in mille pezzi è la mia pelle sotto il cielo addolorato ancor lontani i giorni a stendersi al sole Uomo lebbroso levigato nell’inscenar desiderio la pace maledizione di Dio lo stigma scivolando dal cielo agli inferi su questo sofferente mondo profonde le piaghe ché tardano a morire
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (5)

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Sara Acireale16 febbraio 2015

Anche l'Eterno piange per le miserie e le sofferenze che affliggono l'umanità, che sono molteplici: guerre, carestie, odi, rancori, egoismo, violenza. Il genere umano soffre ma ancora non si ravvede. Il suo cuore sembra essere diventato di pietra ed è sordo alle grida di dolore di chi è nel travaglio e nel dolore. Penso che se continuiamo di questo passo anche Dio perderà la sua smisurata pazienza e allora sarà impossibile salvarsi.

carla composto16 febbraio 2015

sicuramente non si spiegherà tanta malvagità e tanta cattiveria ... visto che ha dato la sua vita per noi ...bella lirica che va conservata e riletta... bavo come sempre il poeta

Grazia La Gatta16 febbraio 2015

Ormai il cielo e la terra sono stanchi di tutto il male che vedono ogni giorno e hanno iniziato a ribellarsi; è l'uomo che si è allontanato dal suo Creatore e si sta avviando alla catastrofe finale. Bellissima lirica.

Franco Scarpa18 febbraio 2015

In questa lirica il poeta si apre in tematiche di gravi squilibri di tipo sociale e civile che incombono nel mondo. L'ammiro, per l'abilità di trattare l'argomento e per il modo di esporlo; dove si ascolta dall'animo dolente il desiderio di pace e il suo grido di ribellione. Complimenti all'autore!

M
Mariasilvia20 febbraio 2015

Su questo sofferente mondo le piaghe tardano a morire... sotto un cielo addolorato. Il cuore piange nel vedere un mondo capovolto, ove orrori, morte, distruzione e sacrificio, graffiano l'anima e rigano gli occhi. Tanta è la gente che vorrebbe cambiare il mondo senza modificare nulla. Una visione di Pace come un bel sogno, cresce nel pensiero dell'autore, con grande carisma. Nessuno sfida o sacrificio umano, è importante quanto il rispetto della Vita. Intensa lirica! Riflessione forte sulla cecità umana. Fantastico titolo! Molto sentita.