Lo chiamano amore
Hariseldom
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Lo chiamano amore
i mortali destini
che spingono carri di rughe.
Lo chiamano amore
ma cosa voglia dire
non lo sanno nemmeno i santi.
Appassiscono come fiori nel vaso
quando l'acqua gialla
putrida
puzza di morte e di cimitero
eppure
anche allora
lo chiamano amore.
Io a volte sorrido
faccio finta di capire
e mi atteggio
come si atteggiano tutti i poeti
nel giardino proibito di Gerusalemme.
Nella mia indifferenza
aspetto che la notte
mi riporti dove sono nato
tra amore e sangue nutriente
come mela per il serpente.
Lo chiamano amore
e s'arrampicano come termiti sulla testa
di un prigioniero di guerra
s'arrampicano sino al cervello
decidendo che amore sia
e amore non finisca mai
amore
foglia
trapianto d'organi e d'umanità.
A volte ho la sensazione
di una follia latente
che prende sotto le unghie
e le sporca
e poi
poi puoi solo tagliarle
non si puliscono
come amori putrefatti
come quei fiori
come l'acqua di quei fiori.
Allora scusate
perdonatemi
se sono indifferente
sono statua di gesso
che acqua corrode
come amore corrode
la pelle
lo sguardo
l'anima stessa
peccato
peccato davvero
che l'anima sia solo un pensiero.
Lo chiamano amore
e io lo schizzo sul vetro
come sputo perverso
come il sogno di un credo
vigliacco destino
che non ci ha fatto amare
peccato
acqua
putrida di supermercato.
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