La maschera e la paura
Cerco un appiglio dove poter far forza,
unghie e carne si inseguono,
gocce di sangue benedicono l'unione.
L'intero corpo non capisce e freme,
cado in ginocchio e comincio a tirare.
Si tende la pelle come se fosse cera calda,
le dita affondano con rinnovato slancio.
L'anima si contorce e si piega,
è il matrimonio con le membra.
Un urlo sconquassa la stanza,
cerco di resistere ma è il mio limitare,
passano momenti che durano un'eterna visione.
Un ultimo sudato pensiero e la maschera cade,
un grido di vetri rotti lacera l'aria.
Lo specchio levigato dichiara la resa,
la paura non è vinta ma adesso è conosciuta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!