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Morte 20 febbraio 2015 · lettura 2 min · 1179 letture

Quello che la morte tace

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Quello che non sapete le domande senza risposta le vostre case a giostra i mobili puliti dalla polvere. Ogni uomo ha il diritto al paradiso ma nei cieli vedo solo nuvole sotto solo anime confuse e oltre l'universo senza dei. Quel che la morte tace è il vostro destino uomini quello di un nulla eterno fatto di polvere e sementi. Addenta la morte la vita la spappola e non la digerisce la vomita sul selciato tra una cattedrale e altra chiesa. E vi arrampicate sugli alberi scimmie infedeli senza borsa piccoli disegnatori di copertine di libri buoni per la latrine. E io che morte conosco che accolgo con mani calde che accarezzo come gatto io rido della vostra indulgenza. Quello che la morte non vi dice è che siete solo ombre senza luna pallidi escrementi di mille fedi illuminati da raggi mistici e litanie. Diventerete quel che non credete letame per concimar sterpaglie e il vostro oro sarà vil metallo poggiato sul comò di una meretrice. Vendete dunque la vostra anima perché ricaviate qualcosa da ciò che non avete sciocchi personaggi tra tanti animali siete i peggiori citati negli annali. Quello che la morte tace io vi rivelo non c'è un dio in cielo solo la vostra illusione della paura.
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano20 febbraio 2015

E' proprio indispensabile la fede nell'immortalità? Non ci annuncia già la nostra stessa vita, con la progressiva e sempre più accentuata perdita di vigore fisico e intellettivo, il ritorno al nulla, una condizione non solo da non temere, ma naturale e addirittura auspicabile una volta arrivati a un certo punto? Forse la credenza nell'immortalità (con la conseguente invenzione degli dei) nacque presso i popoli antichi, quando si moriva molto spesso nel fiore degli anni, e l'uomo non si rassegnava al fatto di non potere realizzare che una minima parte dei suoi progetti qui sulla terra!