Latenza (ventriloqua voce)

Non ancor manifesto,
incognita dormiente
tra sonni ibernati di sensi mai sazi.
Dell'amicizia può far concupiscenza
a tradir l'intento.
Sogni che irrigano retroattivi deserti,
dissetano bonsai
che mai toccheranno cielo.
Alcova di oscenità non esibita
che brucia sul rogo pubico
e smaniglia appigli di pudore
con sguardi indecenti.
Inspiegabile nostalgia del non vissuto
sorriso mesto di compiaciuta malinconia.
Alchimia del seme
fra gli incandescenti riverberi del cemento
ad immaginare un fiore.
Ventriloqua voce,
ma è quì che io grido:
non roggia latente la vita, neppur così l'amore!
©
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L'autore
Anna62
Commenti (2)
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Bruno Curto21 febbraio 2015
D'impulso, perché istintivamente sono così, non mi rifugio nel dire o ripetere che è una bellissima lirica. I versi già risuonano alla prima lettura. Sono indotto ad un esame di coscienza suppletivo e già solo questo è un enorme vantaggio. Spesso si è camaleontici nella vita, anche se altrettanto spesso non si vorrebbe ricorrere alla difesa usando ad arte il mimetismo. Risultato per ora parziale ... sento il rintocco del campanone quello che mi segna il tempo. Segnalo la lirica certamente per il suo grande valore... ma specie per quanto mi lascia dentro.
Merlino6 giugno 2016
un lavoro che colpisce per schiettezza e coraggio nell'affrontare un argomento spinoso come i sentimenti 'nascosti' dalla paura di 'perdersi'. Brava all'autrice, ammirato


