Canto del mio soffrir per te
Errante,
in questa nera foresta
dispersa d'animo,
tra i gracili abeti
e i dolci frutti resinosi
di cui appena odoro il profumo,
gelida neve posata come in grembo,
mi porta nel solingo pensier.
Riflessione cospicua celebra il ricordo,
ragiono di te,
del passato splendor
e comunichi ora la tua essenza
nella dolce cenere del vento.
Di candido vestito
in questo tempo,
mesto, raggelato dal grigiore della nebbia.
Mostrati a me.
Custode della chiave che apre il mio Cuore,
quanto dolore.
Passaggio sofferto
che i tuoi grandi occhi ingenui videro
nel trafitto corpo fanciullo.
Dalla ferita inflitta il Guardiano delle Tenebre
estirpo' l'anima innocente.
Immagine orrenda vidi,
quell'unica parte che mi rimane di te
ora mi sfiora la mano,
ora lancia grida laceranti.
Quanto soffri, spirito dannato!
Le nubi, severe,
impediscono che tra loro ti dissolva,
che inebri le lacrime di Natura
e il suolo sul quale l'umano posa il passo.
No, le lacrime saranno soltanto mie,
straziante sofferenza dei brutali versi.
Perpetua voce invoco,
che giunga a te,
ricompensa per la sottratta Vita,
ora sospesa sotto questo cielo di stelle.
Odo come rintocchi di campane,
singhiozzi del Corvo.
Hermes fedele della Morte.
E mentre richiama l'alone d'aria sottile,
un Caronte,
corrotto di pochi talenti,
il tuo sangue beve
dal calice del Censore.
©
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L'autore
Eleonora Zizzi
Ho imparato a scrivere per conoscere me stessa. Sono ancora giovane ed è poco tempo che ho conosciuto quest'arte perché di tale si tratta, ma fin da subito in me è cambiato qualcosa e sicuramente saprete di cosa sto parlando. Il mio carattere è oscuro ed enigmatico perché sono una romantic Goth e in quanto tale trasmet
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