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Morte 22 febbraio 2015 · lettura 2 min · 1513 letture

Il bambino dei cipressi

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Il bambino dei cipressi, ha lo sguardo sempre uguale, stessa giacca, stesse scarpe, stesso posto, stesso viale. Non ha giochi o macchinine, e neppure una matita, non disegna più aquiloni, sul quaderno della vita. Non imparerà la storia, non saprà la geografia, goccia lui sarà di china, su una riga di poesia. Ma è un bambino coraggioso, pur se ha freddo o è spaventato, non lo senti chiamar "mamma", non gli senti dare un fiato. Se ne sta lì tutto solo, quando piove, nella sera, io son sotto le coperte, e lui sotto la bufera. Vorrei prendere le stelle, e poi farne lampadine, per sedermi lì alla luce, e scaldargli le manine. E quando tutti son distratti, piano piano, di nascosto, sussurrargli: "corri a casa, che ora prendo io il tuo posto". Ma la terra resta muta, come l'eco dei miei passi, e non smuove dal suo sonno, il bambino dei cipressi. Non gli sono più d'aiuto, resto lacrima sul foglio, e non dovrebbe mai un padre, scriver questo di suo figlio.
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Dedicata a mio cugino, ed al suo enorme dolore. immagine presa dal web

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Davide Ghiorsi
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Commenti (9)

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Pagu22 febbraio 2015

Una poesia dolce e dolorosa scritta con intimo affetto. Versi forti e immediati che colpiscono il cuore e ancora una volta ci fanno sentire impotenti di fronte alla morte.

Chiara Vacchieri22 febbraio 2015

Per un padre seppellire un figlio rappresenta uno schiaffo al corso naturale degli eventi. Un dolore che non trova pace e che anzi con la pace viene accentuato. Versi scritti in punta di cuore.

P
Paola Pittalis22 febbraio 2015

Enorme emozione nel leggere questi versi che riaccende un dolore che mi appartiene, nessun padre e nessuna madre dovrebbe provare questo dolore... in questi versi sei riuscito a trasmettere la tristezza e l'impotenza per una perdita che ti lascia svuotato nell'anima

Azar Rudif22 febbraio 2015

sono quei dolori che un genitore non dovrebbe mai conoscere perché sono inconsolabili. Versi che vengono direttamente dall'anima e da quella voglia che le cose siano diverse.

Francesco Rossi22 febbraio 2015

Un verseggiare fluido che emoziona, il contenuto è zeppo di nobile sentimento.

carla composto22 febbraio 2015

descrizione di un dolore forte che attanaglia il cuore che entra nell'anima... profonda lirica che tocca le corde del cuore... il mio plauso al sensibile e bravo autore...

Fiammetta Campione22 febbraio 2015

questi versi sono pieni di empatia e di amore, sanno trasmettere forte emozione pur non cadendo nella retorica. Complimenti.

nemesiel23 febbraio 2015

Poesia che lascia poco spazio al commento tale è l'emozione e la commozione che prende il lettore e non solo per l'evento in sè, sempre tragico e incomprensibile, sempre assolutamente inaccettabile perché contrario all'ordine temporale naturale dell'esistenza ma per la descrizione di una "non esistenza" attraverso gesti, parole e accadimenti mancati... la dolcezza di un quotidiano che non sarà opposto alla freddezza di quell'essere fermo infinitamente nel tempo di un bambino. Profondo senso di dolore, tristezza, impotenza...

E
Elizabeth Nightley1 marzo 2015

I tuoi versi sono semplici e leggeri, s'intrufolano in punta di piedi tra le costole, silenziosi, ma una volta giunti lì smascherano il tranello e dilaniano il cuore, fanno a pezzi le ossa. Mi sento allucinata davanti alla miscela sublime di devastanti emozioni che riesci ad infondere con una poesia.