Noi
elena rapisa
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E tu a me venisti col mese d'aprile
tenero germoglio impaziente di vita.
Faccino grinzoso, radi capelli,
fagottino caldo strillante,
ma già io t'amavo da sempre
nel segreto dei nostri corpi
embroniali emozioni,
incatenati anima e sangue
in un previsto futuro.
Quando i tuoi passi si fecero certi
fu gioco forza staccare la mano,
ma ancora e sempre m'appari
non uomo, ma tenero uccellino
ancora implume
ancora stupefatto del possedere ali.
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco27 febbraio 2015
Chi più di un tenero uccellino può far breccia nella nostra claudicante sensibilità, così dolce ed indifeso? Beh, nel mio caso sfondano certamente quella breccia e tirano fuori un senso protettivo che penso sia comune a molti. Trovo perciò la metafora pertinente ed efficace per ricordare quell'essere che sboccia dal corpo della madre, così bisognoso di attenzioni e calore materno.

