Assoluta primadonna
Matilde Marcuzzo
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Amante mio, padrone del mio giardino, sono qui, tu non mi vedi.
Le mani ho vuote ma sulla pelle sibila incessante il tuo respiro.
Una luce fioca viene piano dalla finestra, parlano le stelle
sul mio capo ed inchino questa notte alle mie ginocchia soffuse,
smembrate ancora dal tuo tocco.
Non una parola, solo un sodalizio che piange
e sbuccia il desiderio di lambirti.
Tu sei l'incolto capello abbracciato alle setole
di una spazzola aperta sulla specchiera degli anni,
tu sei il liquore addormentato nel cristallo appena assaporato.
Una strada ingombrante ha già percorso tutto ciò che abbiamo vissuto,
ed in questo brulicante silenzio,
le timide tende mi ascoltano e sventolano nella frescura
tutto quello che di te mi è rimasto.
La mia mente narra da una foto baciata dal tuo volto,
e ripara le ore assenti,
ne odora le poche assieme a te trascorse,
gode del tuo calore!
Al tavolo delle mie ossa si è fermata,
l'illibato pasto del tuo cuore ha divorato.
Nessuna diceria, ma un'assoluta primadonna svenuta oltre il tuo letto.
©
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L'autore
Matilde Marcuzzo
Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric
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