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Riflessioni 24 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1475 letture

La battaglia degli scacchi

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Scende il vuoto del silenzio, s'alza su la tela nera, e s'accendono le luci, a illuminare la scacchiera. Pronti a correre alla guerra, son gli eserciti schierati, non han armi contundenti, ma cervelli ben oliati. Ci si lancia l'offensiva, e poi subito in difesa, si sacrifica un pedone, ma ne val però la spesa. Poi si abbattono le torri, sulla schiena degli alfieri, e si vola sui cavalli, per fuggir sui quadri neri. Già ritorna sui suoi passi, lo stratega troppo esperto, e prepara un nuovo attacco, quando vede il re scoperto. Ma son trappole innescate, sono errori simulati, per portarlo in campo aperto, e attaccarlo su più lati. E continua la battaglia, di cervelli e strategia, dove contano soltanto, intelligenza e gerarchia. Si difendono i sovrani, è sol per loro che si muore, si fa strage di pedine, per difendergli l'onore. Ma alla fin della partita, nello stesso scatolone, va a finire la regina, tanto quanto va il pedone.
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La medesima battaglia per la vita, dove alla fine non conta più nessuna gerarchia e si finisce tutti nello stesso scatolone.

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Davide Ghiorsi
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Commenti (8)

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Cristiano De Marchi24 febbraio 2015

Originale gioco di versi e poetica... mi ha ricordato tantissimo " 'A livella" di Antonio de Curtis... divertente ben strutturata e capace di coinvolgere il lettore in una vera partita di scacchi. Il finale ci riporta ad una partita che inevitabilmente giochiamo tutti i giorni; l'autore che finemente ricorda la medesima fine della Regina e del pedone. Grande lungimiranza poetica!

Berta Biagini24 febbraio 2015

Conosco questo gioco e posso dire di aver seguito con interesse ogni strofa – colpita dalla parte caudale ove si legge un forte insegnamento di vita.

Eolo25 febbraio 2015

Introspettivo viaggio nell anima, simile al movimento degli scacchi in una sscacchiera metafora di vita amore emozioni. Complimenti.

Umberto De Vita25 febbraio 2015

Devo ammettere che mi sono divertito nel leggerla. Una poesia che diverte e fa riflettere.

nemesiel25 febbraio 2015

Metafora non usuale né banale in bei versi che ancora una volta, per la bravura dell'autore, mi riconciliano con la rima. Verità inoppugnabile che... chiunque siamo stati o abbiamo presunto di essere... si finisce tutti allo stesso modo (e per fortuna!) ma... e se questa fosse l'unica vita che mai ci sia dato vivere, se non ve ne fosse un'altra consapevole né tantomeno una spirituale in diversa dimensione... conterebbe o no il modo in cui l'abbiamo vissuta? Di certo è che l'oblio cancellerà qualsiasi memoria del dolore, in questo sì che vi è giustizia.

Francesco Rossi25 febbraio 2015

Un gioco di strategia e intelligenza, le pedine sembrano muoversi all'unisono con l'anima e il gioco prende forma viva in un duello tra intelligenze senza armi in pugno. vinca il miglior stratega.

Chiara Vacchieri25 febbraio 2015

La giustizia sta negli scatoloni che tutti i pezzi rendon uguali non ci sono cattivi né buoni santi onesti o corrotti criminali. Finito il gioco comincia la vita lancia i dadi e prepara le carte che per vincere la vera partita la fortuna va messa da parte.

Anna Di Principe25 febbraio 2015

Originale componimento... ben strutturato nella metafora della vita. Versi che esprimono una grande verità...qualunque cosa abbiamo fatto nella vita per renderci migliori o peggiori e chiunque siamo stati alla fine del nostro gioco dell'esistenza tutti finiremo nello stesso scatolone senza alcuna distinzione. Apprezzatissimo lo stile e il logos dell'Io. Sempre originale il poeta... sempre più bravo...