Un galoppo
Rosaria Catania
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Pigliar la briga
con la penna in mano
chi non ha farfalla
volerà lontano
Vedranno il vero
sdrucciolevoli mentitore
un falò di folletti
purganti cavalli vuoti
al mondo
non c'è folle che perdoni
pidocchi blatte a quantità
chi li fermerà
una legge che fa acqua
mille idee
in un galoppo
a chi si spartisce la scena
incoerenza
non era programmato
non c'era cattiveria in quel che fece
“ventinove coltellate”
meccanicamente son scivolate da sole
tra un vociare in latino e un verbo in italiano
Un aiuto al cielo
bugie disconnesse
era un grande amore
quella donna madre
perduta dalla figlioletta
lasciata a terra
desnuda
l'avvocato danneggia le menti fecondi
a scavar tra vocaboli
di una realtà assurda
calò il sipario delle sbarre
sugli artigli del bel cavaliere in divisa
sotterrandone l'ascia
cercava l'onore dopo la mattanza
e ne partorì
solo miseri trent'anni
Con la rima di cadenza
va l'apostrofo a spasso
fuori dalle braccia
figlia e santi
dal fecondo libro del suo terrore
abbiam fatto una leggenda
l'acqua si trasformò in vino
e la terra in una rosa
girò le spalle e vide lui
incatenate pallide angeliche falene
mosse lo sguardo e ne rimase secca
(perché gli ha detto di no)
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Rosaria Catania
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