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Natura 28 febbraio 2015 · lettura 2 min · 1340 letture

Rex

NicolaGiordano 45 poesie pubblicate
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Tornano sensibili zampe di geco, quanto fu ghiaccio alle membra ora è acqua... E torna d’un verde elastico la coda che vergini e lunghe foreste ha segnato, segreta compagna di mille duelli frusta, sgambetto, baricentro. Seduce le pelvi questo dado d’osso, responso che ha reso il risveglio reale e si dissolve dal protocervello nordica brina di stasi vitale. D’invitto svernarsi freme ora la schiena che mai ho voltato alla vita selvaggia, porosa armatura crestata e scolpita persuasa violenza che il cielo massaggia. E torna vulnerabile questo ventre molle per cui troppe corna d’erbivori ho schivato e fame cosmica di tundra- Vulcano porta iniezioni colleriche agli occhi. Ripulsa glorioso il mio grumo di cuore quante stagioni sembrava battuto, dopo l’impatto e il pianeta scalfito destino triste di sopravvissuto. Non giudicato nei giri danteschi non condannato dal gelo dell’acqua, né alla corteccia del perso emisfero mai verrà un angelo a sostituirmi e né altro... stupido roditore. Torna un ruggito che incute terrore rostri che squarciano, strali di centauro a un sole malato mi sono svegliato per strane circostanze Tirannosauro.
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