Il faro
Calma era la sera, ‘l mare placava,
Antonio pescator scivola barca,
in ansia, moglie Lisa, lui pregava.
Non ire amor stanotte alla ricerca
ch ‘n petto tengo stasera triste doglia
e cor dice velier acqua assai imbarca.
Capisc’ amore ansia ed anco tua voglia
rimanga in casa teco e figlioletti,
ma sol bel tempo rete pesci convoglia.
Non ti crucciar più oltre, vai ai pargoletti,
all’alba sarò domani alle tue braccia
per stare teco e figli al petto stretti.
A notte fonda lampo segna traccia,
seguon li tuoni e vento l’acque increspa,
rumoreggiare d’onde cuori agghiaccia.
La notte è nera ed egli assai annaspa,
nuvolaglia ancor lo scuro più annerisce,
legno remi non ode, e forte incespa.
Poca speme ch’avea più s’ingrandisce,
che mentre tutto nero intorno appare
da petto malore Dio lo fuoriesce.
Lucina forse a nord è a richiamare,
e prua allor verso quel punto mira
dove gl’amori suoi stann’aspettare.
Lo piccolo lumin che a volte spira
invero è la lucerna dell’amata,
che tutta notte è lì e a lui sospira
con l’ansia ‘n petto dell’innamorata.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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rita iacobone1 marzo 2015
Capace originalità per raccontare momenti di vita d'ansia e d'amore eterni in uno stile diverso che ho assai apprezzato.
