In nome di Dio (o della Storia)

In nome del tuo dio, io misera ti scongiuro
di lavar via dalla tua bocca ogni spergiuro,
nel nome del tuo stesso grande ideale
chiedo solo armi pari e uno scontro leale.
In nome del dio che ti calchi sulla testa
il tuo elmo a cappello, un buco con la cresta
che penzola funesta a memoria dei caduti
ma tu non te ne curi, finché i guai stan seduti.
E mieti gambi nei campi dorati, gambe corte
hai e lingua ispida a gareggiar contro la sorte
ché la storia si ripete, è un circolo vizioso
stanza piena d'aria viziata, ritornello ozioso.
Già vi furon le crociate ad inculcare nelle menti
delle genti ottusità artificiale e risentimenti,
ora nel nome del tuo dio, dai mille appellativi
ti prego di gettar via il rancore e darmi validi motivi.
La storia è una maestra che col gesso alla lavagna
gioca all'impiccato con chi di rivolta si bagna,
poiché gli scolari non le danno mai retta
lei per ripicca ritorce il danno con la bacchetta,
ma l'uomo è stupido e la guerra la sa solo istigare
mai il suo prezzo comprende né insegnamento ne trae.
Non parlar con l'artiglieria, non pensar con il pugnale,
l'ostia non la carne, il vino non il sangue il tuo dio vuole
e se egli è per te solo una blanda scusa, una scorciatoia
le forbici che ti taglian la fatica, presto diverranno il tuo boia.
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L'autore
Elizabeth Nightley
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
Commenti (1)
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Grazia Denaro10 marzo 2015
Mi ha colpito questa poesia nell'enfasi di verseggiare i momenti brutti che il nostro mondo ha vissuto nell'arco dei decenni, ancora oggi si perpetrano carneficine che fanno inorridire. La poesia arriva d'impatto al lettore e lo fa riflettere. Apprezzata opera!
