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Sociale 1 marzo 2015 · lettura 2 min · 882 letture

In nome di Dio (o della Storia)

E
Elizabeth Nightley 65 poesie pubblicate
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In nome del tuo dio, io misera ti scongiuro di lavar via dalla tua bocca ogni spergiuro, nel nome del tuo stesso grande ideale chiedo solo armi pari e uno scontro leale. In nome del dio che ti calchi sulla testa il tuo elmo a cappello, un buco con la cresta che penzola funesta a memoria dei caduti ma tu non te ne curi, finché i guai stan seduti. E mieti gambi nei campi dorati, gambe corte hai e lingua ispida a gareggiar contro la sorte ché la storia si ripete, è un circolo vizioso stanza piena d'aria viziata, ritornello ozioso. Già vi furon le crociate ad inculcare nelle menti delle genti ottusità artificiale e risentimenti, ora nel nome del tuo dio, dai mille appellativi ti prego di gettar via il rancore e darmi validi motivi. La storia è una maestra che col gesso alla lavagna gioca all'impiccato con chi di rivolta si bagna, poiché gli scolari non le danno mai retta lei per ripicca ritorce il danno con la bacchetta, ma l'uomo è stupido e la guerra la sa solo istigare mai il suo prezzo comprende né insegnamento ne trae. Non parlar con l'artiglieria, non pensar con il pugnale, l'ostia non la carne, il vino non il sangue il tuo dio vuole e se egli è per te solo una blanda scusa, una scorciatoia le forbici che ti taglian la fatica, presto diverranno il tuo boia.
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Scritto dedicato in generale alle scelleratezze che si fanno in nome del proprio dio e delle suppliche che io faccio invece in nome della Storia. Nel particolare mi riferisco a ciò che sta accadendo adesso, la sanguinolenta carneficina dell'isis. Non l'ho scritto per offendere i credenti, so benissimo che ci sono casi e casi. Non infervoratevi.

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L'autore
Elizabeth Nightley

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe

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Commenti (1)

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Grazia Denaro10 marzo 2015

Mi ha colpito questa poesia nell'enfasi di verseggiare i momenti brutti che il nostro mondo ha vissuto nell'arco dei decenni, ancora oggi si perpetrano carneficine che fanno inorridire. La poesia arriva d'impatto al lettore e lo fa riflettere. Apprezzata opera!