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Introspezione 2 marzo 2015 · lettura 1 min · 1046 letture

Spettro

Laura Maira 110 poesie pubblicate
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Un tempo correvo ridevo, piangevo un tempo avevo brividi freddo, caldo un tempo avevo bisogni estati, inverni vento tra i capelli il sangue usciva dalle vene Mi volto a fissare uno spettro un tempo saltavo il fosso ridendo tagliavo il silenzio cavalcavo draghi possedevo fari negli occhi un tempo avevo biglietti andata e ritorno Mi osservo il palmo della mano non c'è più nessun segno distinguibile un tempo dormivo, cadevo dalle nuvole avevo dettagli, sentimenti miseri sogni le mie mani erano umane le mie braccia vere Mi guardo scomparire un tempo ero reale
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L'autore
Laura Maira

Sono uno spirito libero, che odia banalità e mediocrità. Amo l'Arte in ogni sua forma. Sono intensamente spirituale. Questo è il modo in cui tento di esprimermi. La poesia mi nutre e mi solleva, conforto di ogni male.

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Commenti (5)

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Fantasma di se stessi... non è magia o illusione è lo spettro del tempo. L'autrice evidenzia in questa sua introspezione, il distillar lento tel tempo che fu, le emozioni e quei fari negli occhi che illuminavano la vita, sia in andata che ritorno. Da un lato i versi esprimono una realtà inscindibile, dall'altro la consapevolezza del proprio essere. Nessun giudizio o semplice commento, ma una lettura attenta alla sensibilità umana. Delicata immagine della realtà. Plauso!

Rita Stanzione3 marzo 2015

Bel ritmo nei versi che scorrono musicali e profondità rara nello scandagliare il sé. Capacità poetica non comune, plauso all'autrice.

R

Bella la sequenza quasi musicale del testo, ho difficoltà, ad interpretare il tempo che scorre, come un annullarsi delle emozioni o come l'inevitabile susseguirsi di eventi non più percepiti come prima... la chiosa finale da l'impressione di una resa o dello schiudere di una crisalide, per diventare una nuova splendida farfalla, la ricerca di una nuova identità, potrebbe essere la chiave di lettura. Bella la poesia, mi ha dato mille spunti di riflessione, quindi perfetta.

S
SANTORINO Carmela3 marzo 2015

Nostalgia d'un passato che ora sei costretta a vivere soltanto attraverso i ricordi. Credo che questa assenza di te o questa diversità che avverti sia dovuta al cambiamento del mondo esterno, ormai diventato così arido e vuoto da non lasciare spazio o non riuscire più a riflettere espressioni di vita vera. Pertanto, a mio parere, le tue sensazioni sono segno di coerenza e crescita interiore. Molto apprezzata e motivo di grande riflessione per me.

Duilio Martino11 marzo 2015

Tanti bellissimi spunti. Un narrare enumerando il perduto... spesso enfatizzando con ossimori (caldo/freddo - estate/inverno) e tante altre figure (climax, sinestesie... anafore) e poi bellissima la chiusa... quel lento sfumare fino alla trasparenza. Complimenti.