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Fantasia 3 marzo 2015 · lettura 2 min · 1488 letture

I quattro fanti

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Guardò le carte e aveva in mano quattro fanti, erano gli uomini della sua vita, partiti da chissà quanti anni e ormai distanti, vicini solo perché tenuti tra le dita. Quello di picche era Giuliano l'assassino, che dentro al mazzo era chiamato "Ometto nero", era un bandito, delinquente già bambino, e passò dal carcere diretto al cimitero. Quello di cuori era Lamberto il sognatore, lui il poeta, sempre eterno innamorato, venne sedotto e poi tradito dall'amore, per gelosia dal due di picche fu ammazzato. Quello di fiori era Giovanni il laureato, detto "il curioso" per il vizio di indagare, dai re del mazzo una sera fu invitato, e tre giorni dopo ritrovato in fondo al mare. E infine c'era Guidobaldo lo straccione, che coi cavalli e i dadi si era rovinato, tutti i denari aveva perso in un boccone, così si appese a un ramo d'albero in un prato. Ci sono carte che non vanno più cercate, vanno lasciate tra le pieghe del pensiero, vanno nascoste e con gli anni poi dimenticate, oppur strappate e poi disperse in mezzo al cielo. Son quelle carte per cui l'anima ne muore, son cattiveria, gelosia e curiosità, son mille vizi che si annidano nel cuore, sono l'invidia, in cambio della libertà. Lasciò cadere i quattro fanti sopra il letto, capì che aveva perso l'ultima partita, raccolse il mazzo e lo richiuse nel cassetto, lo avrebbe aperto forse poi in un'altra vita.
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Alla fine della sua vita, la persona in questione si ritrova in mano solo I 4 fanti, che fondamentalmente altro non sono che le 4 morti dell'anima: la cattiveria, la gelosia, la brama sfrenata di sapere ed il vizio. Ritornatigli tra le dita, capisce di essere alla fine della partita e di averla perduta... i nomi sono ovviamente di fantasia e l'immagine è presa dal web.

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (8)

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Questo "poker di fanti" oltre ad essere descritto in maniera eccelsa, ripropone in chiave ironica i peccati dell'anima... versi disposti benissimo, ognuno di loro "vive" la propria personalità. Il bravo poeta ancora una volta dimostra la grande capacità di coniugare temi molto sentiti e delicati con la scioglievolezza di versi singolari e curati. La partita è vinta!

fausto di pasquale3 marzo 2015

descrizione certosina di una vita maledetta con la semplicità e la complicità di un mazzo di carte... veramente un gran bel leggere

Antonella Avolio3 marzo 2015

Lirica suggestiva: le carte impronte e vizi di una vita scellerata ma il riscatto è nell'ammettere di aver perso.

Pagu3 marzo 2015

Una poesia molto fantasiosa... mi piace la sua architettura e la trovata delle carte per raccontare i personaggi si è rivelata una scelta assai felice. Questo è un chiaro esempio come la poesia possa nascere da qualsiasi contesto, e, in questo caso, la fantasia ha portato il poeta in un territorio molto originale. Tutti i miei complimenti per un lavoro che ho letto con immenso piacere. Ottimo.

carla composto3 marzo 2015

magisrale metafora che porta a riflessione ottima stesura e contenuto... vero un bel poker ... sempre scritti incisivi e belli

Rosita Bottigliero3 marzo 2015

Lirica originale con una metafora che lascia meditare... Contenuto e forma ottimi. Molto apprezzata. Sei

Daniela Dessì4 marzo 2015

Nella vita dobbiamo giocarci le nostre carte, stare attenti a non barare per non essere puniti dalla cattiveria che si fa largo nell'animo umano... spesso votato ai vizi è l'uomo, si lascia condizionare dalle cattive abitudini e prende una cattiva strada.

Chiara Vacchieri4 marzo 2015

Scartato il poker che coi fanti gli fece perdere la vita s'impose di cercar nel full di donne la fortuna, ormai spacciata, rimandando la mano alla prossima partita.