Non c'erano angeli nei cieli di marzo
Hariseldom
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Non c'erano angeli nei cieli di marzo
solo nuvole e pioggia
e i miei pochi capelli
reggevano la vita appesi alle stelle.
Le strade erano piene di fango
e io guardavo l'ombra sul muro
il disegno di un padrone malvagio
vecchio con il cuore di legno marcio.
Non c'erano angeli o fantasmi
solo pioggia acida che rideva a crepapelle
e il giudice bambino sorrideva
prima di passare ad un altro fascicolo.
Il mare era pieno di onde marroni
sogni di paesi bui senza lampioni
ricordi di altri tempi e altri giorni
mentre le mie mani serravano il nulla.
Sulla curva che portava ad un vita sbagliata
disegnai un pupazzo con troppe dita
e un fiore sul naso fatto di seta rossa
con un gatto che gli camminava sugli stivali.
La torre di un castello appannava la luna
e giù navi traballavano per la corrente,
se fossi tornato al tempo in cui pescavo
forse sarei andato su quel molo a orinare.
Raccolsi i mie vestiti sporchi di terra
salutai con un lamento un vecchio ubriaco
e andai via, così, senza raccogliere nulla
ero io, l'ultimo angelo di marzo
ma questo non importava a nessuno.
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Hariseldom
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