Addio Francavilla
Hariseldom
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Addio Francavilla
città della sabbia e delle rocce guardiane
Addio torre silente
tratturo diretto alla terra d'oriente
addio passaggio che inasprisci il tuo mare
con i pescatori vicini ai lucchetti.
Addio scuole dove i miei ragazzi son diventati grandi
dove ho lottato con gli altri per la mensa
dove un romanzo si è sciolto tra i granchi.
Addio viale Nettuno, passi sotto l'ombra
con i miei capelli che si sono argentati.
Addio barbiere paziente
che hai ascoltato per anni le mie lamentele
e dove ogni dolore raccontato era più lieve.
Addio spiaggia dove ho pescato sulle rocce
con i figli accanto
a sbrogliare le lenze
a sbraitare per niente.
Addio illusioni che tutto potesse cambiare
addio anche a te padrone di fiele
che non cambi macchina e nemmeno dentiera.
Addio D'Annunzio tra le pietre
dove ho finto d'esser poeta
per sentire il respiro di un verso
o forse era una canzone.
Addio carnevale
delle mie caramelle raccolte per i miei figli
cadute da un carro
sorridenti sbadigli di un tempo
che si è sciolto come il gelato del Professore.
Addio preside che mi chiamavi presidente
e mi facevi sentire importante
lascio questa città
lascio quello che mi ha dato
e mi ha tolto
per andare dove essere uomini
non è solo un racconto.
Addio libri impolverati
addio nuotate
spruzzi salmastri
corpi olivastri
delle mie estate passate.
Il tempo è solo uno sbadiglio
tra un confine e un corvo che piange
e un gabbiano che becca granchi spiaggiati
tra turisti maleducati.
Tutto è quello che non sembra
e tutto sembra ciò che non è.
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