La morte dell’amore
Giuseppe Fulco
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Sotto il ciel che muta in aurora,
trattenete tra le mani il sangue
del mio bacio che s’ addolora.
Voi, che in vostra grazia nulla langue!
Accogliete questo cuore in fuga
che in pena non trema e non teme
del dolor la lama chiara e bruta
e di tutto ciò che viene e preme.
Penso, e ovvio m’è il pensare,
come tale è il vento quando va
tra i fiordalisi e le genziane,
alla vostra maestosa voluttà.
Ma, ricordate nei chiari di luna
come sotto il sole che schiarisce:
non ho più voce né voglia alcuna,
perché, prima o poi, tutto finisce.
©
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L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
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