Invocazioni interne
Giorgio Lavino
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Regala un senso
al mio tempo
inchiodato a facce
cadute a caso
nel mio spazio bloccato
dalla fuga di sogni
che non ho saputo
inseguire.
Concedimi un varco
dove poter infilare
un filo di piacere
che converti il vuoto
in suono e il grigio
in arcobaleno.
Seppellisci gli occhi,
i miei occhi di ieri
che non hanno
saputo guardarti
nella luce.
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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