La volontà
Questi miei versi che rider non fanno
nel dire duolo che affligge tua alma
perché li malori mai da te sen vanno.
Pur se appari dolcemente calma,
la notte sent’io, però, tuo affanno
perché di male, ahimè, tua vita è colma.
Silente cerchi di pianger tuo danno
onde non dare a me altra doglianza,
ma mio talento, tu, non trai ‘n inganno.
In ver port’io ‘n core tanta speranza
di rivederti ognora esilarante,
vittrice di tal vile circostanza.
Giacché in tutto fosti esuberante
se pur tuttavia indebolita e stanca
resti, comunque, assai perseverante.
Tua volontà corpo da duolo affranca,
che mai mostrossi titubante o pigra
ed ostinata tutti fossi arranca.
Domani certo sarai uccel che migra,
come solevi far da testa nera
e li tuoi canti a Dio mente trasmigra.
Al dolce canticchiar sol ben si spera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
n
Tutte le opere →
L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!