Il ladro di silenzi

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E' un bel gioco quello di guardare i passanti e immaginare chi siano, capire quali sono i loro pensieri, la loro vita, dal loro modo di camminare, di muoversi, da come vestono o da come si guardano in giro. In realtà lo facciamo scandagliando in noi stessi e per cercare di capire chi siamo. Ciò che attribuiamo al passante è, in realtà, ciò che è in noi, però aiuta molto a capire anche gli altri e ad immedesimarsi nell'altro. Esposizione poetica di un'attività umana molto utile che la moderna cultura ha trasormato in pettegolezzo, ma che andrebbe riconsiderata nel suo giusto valore
il silenzio è il più grande amico di ogni poeta: grazie al silenzio gli occhi possono vagare e trovare ispirazione tutt'intorno o semplicemente chiudersi e trovar dentro di sé il ritmo unico di quel silenzio stesso... ho sempre pensato che il silenzio sapesse leggere; ad un poeta come te, poi, il compito di scrivere... grazie...
Questa chiara introspezione del Ghiorsi (in musicali versi quasi sempre endecasillabici) ci fa capire che egli ha davvero le carte in regola per fare il poeta o, ancor di più, forse, il romanziere. Il suo atteggiamento verso il prossimo è infatti quello tipico, ad esempio, del mio adorato Georges Simenon: ricostruire le vite degli altri da uno sguardo o da un atteggiamento, immedesimandosi in essi, e scoprendo infine che tutti, in fin dei conti, ci rassomigliamo e che inganniamo il tempo qui sulla terra per rimandare il più possibile l'appuntamento con l'incognito e spaventoso Aldilà.
Penso che questa poesia sia un piccolo capolavoro... un'ampia riflessione che investe tutta la vita, il nostro modo di sentire, di amare, di scrivere e di incontrare gli altri e non solo in senso fisico. Il poeta ha trattato tanti aspetti del vivere con grande profondità e onestà, coinvolgendoci con estrema naturalezza. A livello stilistico si nota struttura e armonia. Mi complimento per questo lavoro... un grande lavoro.
Sono d'accordo con A. Terracciano. Bene tutto sul contenuto (significato). Quasi tutti endecasillabi... ed ottimi endecasillabi. Molto meglio la prima parte dove gli enjambement danno spessore al narrato e lineatità. Queste rotture sintattiche vengono poi a scemare... di quartina in quartina rendendo i versi forse un pochino troppo ritmati... Non capisco poi tutte quelle virgole... Comunque una ottima prova... la sostanza c'è... Fimenticavo: I troncamenti, a mio avviso, andrebbero evitati. Nel forum mi sono ampiamente espresso sul perchè.
Tre gli elementi in questa poesia che sento fortemente "appartenermi"... le storie ci vengono incontro e si narrano, sta alla sensibilità di chi le sente saperle "ascoltare" in quei silenzi carpiti... l'empatia universale di una medesima condizione esistenziale che dovrebbe farci sentire uniti, uniti da un medesimo percorso di cui ignoriamo tutto, dato questo che spesso ignoriamo... e infine il bisogno che abbiamo di sognare, la capacità di stupirci, di immaginare e con essa la risposta... forse provvisoria e illusoria... di dare un senso all'esistenza. Gran poeta... dove il messaggio e il porgere vanno ben oltre la conoscenza della metrica... talento senza presunzione.
Mi è piaciuto molto leggerti. La chiusa poi la sento particolarmente. Poesia musicale e decisamente significativa. Senza virgole vai alla grande.





