La signora di nero vestita
fausto di pasquale
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Volti scavati nel dolore
occhi muti che fissano
un Crocifisso di legno
anche lui silente
ma di sguardo pietoso.
Seduti in panche fredde
come il giorno che non
riesce a scaldare i cuori.
Lacrime copiose bagnano
fazzoletti multicolori
non vengono sventolati,
asciugano tanta tristezza.
Un grande tronco
levigato e lucente farà
da ultima dimora,
il tempo lo divorerà ma
ciò che anima è
volteggierà per spazi infiniti.
Accenni di saluto e
di tiepidi sorrisi,
non è un addio.
Lassù qualcuno
ci aprirà la porta
non si è mai soli
nella mente e nel cuore.
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L'autore
fausto di pasquale
Commenti (2)
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Grazia La Gatta11 marzo 2015
Molta verità in questa poesia, è vero non saremo soli; la morte è un ritorno al luogo d'origine per vivere, finalmente, nella gioia della luce dopo aver provato le tribolazioni della vita. Piaciuta.
Alberto De Matteis11 marzo 2015
Una verità descritta con vera maestria poetica, quella dell'ultimo saluto, con la certezza che un'altra porta si apre.


