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Riflessioni 13 marzo 2015 · lettura 1 min · 1320 letture

Pensiero

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Pensiero mio triste s'en va haimè scarno, vagando pel bosco, tra verdi sue piante, si fa doloroso pugnale allo sterno, sapendo quel verde già farsi distante. Ed or che distanza si è fatta prigione, indugia al ritrarsi d'incerto stordire, ingenuo s'incastra a sua eterna evasione, adagiandosi lieve al suo dolce morire.
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Dedicata a Piergiorgio Welby ed alla sua battaglia. immagine dal web

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (6)

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Cristiano De Marchi13 marzo 2015

Un caso che va lontano nel tempo, un caso che ricordiamo tutti molto bene, che ci ha fatto riflettere e che ha aperto tante discussioni e dibattiti sulla dolce morte. Sensibilità acuta del bravo poeta che ricorda, con questi bellissimi versi, un momento particolare che ha diviso il nostro paese. Un pensiero che si adagia al suo dolce morire. Elogio!

Antonella Avolio13 marzo 2015

Sono commossa, quel verde già fattosi distante... or che distanza si è fatta prigioniera. Pitrogiorgio Welby è stato un pittore, poeta, giornalista, un uomo che ha lottato tanto per il riconoscimento del rifiuto all'accanimento terapeutico. Leggendo tali versi, la mia memoria ha percorso la battaglia di questo uomo, così grande di pensiero. Il titolo è consono non perché il pensiero di Welby si è spento ma perché è immortale tra la letteratura e l'autanasia. Veramente gradita, di grande attualità per il riconoscimento dei diritti del malato

Daniela Dessì14 marzo 2015

Certamente nessuno può disporre della propria vita e di quella altrui in nessuna circostanza, ma bisogna avere grande rispetto verso coloro che soffrono e sono messi a dura prova in condizioni estreme e inaccettabili al punto che ci poniamo la domanda se sia giusto o meno alleviare per sempre il loro dolore ricorrendo appunto alla dolce morte.

Pagu14 marzo 2015

Una poesia delicata che tratta un tema importante. La sensibilità del poeta si manifesta in ogni verso e il suo pensiero è potente, immenso. Ottima la struttura, molto musicale e con soluzioni stilistiche davvero piacevoli. Ottimo lavoro.

carla composto14 marzo 2015

un argomento forte, in delicati versi di poesia, quando la dignità abbandona una vita rendendola simile ad un vegetale e non più un uomo, dovremmo capire e rispettare le decisioni altrui. Sono cristiana ma credo che ilò Signore, che é mostro padre, non desideri vedere un suo figlio vivere tra atroci sofferenze... un inchino a questa lirica che tocca le corde del cuore

Francesco Rossi16 marzo 2015

Pregiata poetica in un contenuto di alto valore per quanto riguarda l'aspetto della sofferenza finale, che non dovrebbe mai esserci. Pure una bella stoccata di libero pensiero.