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Riflessioni 13 marzo 2015 · lettura 1 min · 1593 letture

Dedalo infinito

Anna62 196 poesie pubblicate
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Costruttori di labirinti confinati in meandri di non senso. Chi a voler fuggire con ali artificiali improvvisando il volo; icari caduti per troppo sole contro. Chi, drone lanciato verso il meridiano del nulla. Il viluppo si snoda in vortici di inganni che poi è la condanna a vagare, mal fermi, sugli sguardi, dentro poliedri di luce al neon e pareti di esproprio senza codice d'incontro. Nomadi e provvisori a cercare ovunque presidi d'ombra, affinché la morte non ci veda. Scampati fino all'utimo caino che per amore di ancestrale vendetta alzerà la mano, ancora, per l'incanto omicida. E un dio tradito, per genesi avversa e mai grata, lancerà coaguli di umana appartenza nel dedalo infinito di vuoti siderali. Tedoforo in eterno delle sue scomparse sembianze Lui, unico superstite, non più pensato, dio solo e sperso.
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Anna62
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Commenti (3)

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Elle L13 marzo 2015

Anna sa scrivere emozionando anche la stessa emozione. Sa catturare essenza e contorno, afferrare da più prospettive l'immagine, rincorrere un battito d'ali sino al suo planare stanco. Leggendo questi versi si viene catapultati dentro un vortice d'incantesimi e ci si sveglia nella realtà delle cose con indosso con ancora quello che ci è passato dentro.

Catia Dinoni14 marzo 2015

"Alae Sanae!" Ma avremo questa capacità? Il genere umano qui magistralmente descritto con tutti i suoi intricati percorsi e le sue più svariate debolezze. Quante sono poi quelle rincorse, quel voler a tutti costi raggiungere una meta senza cadere o perlomeno cadendo in piedi... Molto accurata e ben esposta questa riflessione che ne fa l'autrice, gli accostamenti delle immagini alle figure mitologiche rendono questo testo... prezioso.

Francesco Rossi17 marzo 2015

si avverte il peso immane delle macerie dell'animo.