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Uomini 15 marzo 2015 · lettura 1 min · 1506 letture

Elephant man

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Se voi vedeste con che occhi mi guardate, con quale sguardo penetrate le mie carni, poi senza volto nel mio volto giudicate, i miei uragani, i terremoti e i mari interni. Ma non c’è ruga, ne vescicola o tumore, bieca aguzzina in questo corpo maledetto, che possa dare un’altra forma anche al mio cuore, diversa a quel che ognuno ha dentro al suo petto. Voi solitudini, normali e omologate, avete voglia d’aver mostri al vostro gioco, così d’abnorme rivoltanza li tacciate, per condannarli a intorcinarsi dentro al fuoco. E l’illusione mera, flebile ed ombrosa, non suggerisce al vostro animo ignorante, che un uomo è un uomo, non può essere altra cosa, anche se il volto suo assomiglia a un elefante.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dedicata a Joseph Carey Merrick, conosciuto come l'Uomo elefante (The Elephant Man) (Leicester, 5 agosto 1862 – Londra, 11 aprile 1890), divenne famoso nella società britannica dell'era vittoriana a causa della sua estrema deformità. Immagine e descrizione prese da Wikipedia

L'autore
Davide Ghiorsi
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Commenti (11)

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rita iacobone15 marzo 2015

Ho apprezzato molto il messaggio che l'acuto poeta ha voluto sottolineare con questo buon lavoro, L'esteriorità di ogni uomo non fa diversi i sentimenti che si creano nella sua anima che rimane sempre bellissima e che dovrebbe predominare sulle deformità evidenti di molti di essi.

Anna Di Principe15 marzo 2015

La più alta dimensione dell'uomo è da ricercarsi nell'interiorità e non nelle fattezze umane... il poeta con il suo ottimo componimento fa emergere una giusta critica e riflessione. Dobbiamo rispettare l'uomo come soggetto di autodeterminazione e di consapevolezza... opera suggestiva e simbolica messa in risalto da versi serrati ed intensi... Cospicua valenza ispirativa ...

carla composto15 marzo 2015

ricordo ancora il film, meraviglioso nella tormentata storia di quest'uomo prigioniero del suo corpo deforme a causa di una paura che colse la mamma memtre lo aspettava... creduto privo d'intelligenza lavorò anche in un circo deriso da tutti... sino a che scoprirono la sua capacità intellettiva un'intelligenza acuta ed un'animo sensibile... bravo l'autore a ricordarlo i questa bellissima poesia... chapeau

Cristiano De Marchi15 marzo 2015

Storia di grande impatto che lasciò un segno indelebile nella società di quel tempo, e ancora oggi tutti noi ricordiamo la sua triste vicenda. Fu realizzato un film biografico "The Elephant Man" del 1980 diretto da David Lynch. Ottimo il ricordo del bravo poeta che ne sottolinea, come ancora oggi accade, l'insensibilità dell'uomo nel saper accogliere e gestire casi di emarginazione sociale dovuti a deformità fisiche e psicologiche.

Una bella poesia scritta con grande sensibilità, che ricorda come le autentiche e devastanti deformità siano quelle dello spirito e della psiche più che quelle fisiche. I veri "mostri" spesso appaiono compassati, eleganti, ma nascondono l'orrore di una mente deturpata sotto un'apparente normalità ed omologazione.

Pagu15 marzo 2015

Una storia forte dove per l'ennesima volta si è potuto constatare la crudeltà dell'uomo. La società ha bisogno di "mostri" da mettere al rogo, la diversità viene sempre condannata perché l'eterna ignoranza ha milioni di figli e mai morirà. Il poeta dedica i suoi preziosi versi a quest'uomo e non posso che ringraziarlo per la sua grande sensibilità e per la bellezza della suo modo di poetare. La sua voce, la nostra voce possono combattere tante battaglie contro le discriminazioni e la poesia sarà una spada lucente.

Azar Rudif15 marzo 2015

Versi che ricordano la storia di quest'uomo dal corpo deformato da una malattia genetica che dopo essere stato un fenomeno da baraccone trovò finalmente qualcuno che lo aiutò a vivere in maniera più umana. In questi versi trovo l'anima di questa persona che si rivolge ad un mondo incapace di accettarlo

nemesiel16 marzo 2015

Poesia forte, linguaggio che non lascia via di scampo alla nostra riflessione. Al di là della nota vicenda cui la poesia fa riferimento, l'autore ci introduce ad una spietata analisi dell'agire umano, alla nostra ottusa abitudine di fermarci troppo spesso a ciò che appare e che contrasta con canoni che la società costruisce come parametri di normalità.La verità è che ignoranti come siamo, abbiamo timore di ciò che non ci è consueto e, ciechi della nostra arroganza, ci sentiamo al sicuro solo quando "riconosciamo l'altro come appartenenza. Tutto ciò che esula dagli schemi lo rifiutiamo e lo disumanizziamo. Quanti anni sono passati e quanti ne dovranno ancora passare perché l'uomo sia capace di vedere oltre la pelle? Credo non accadrà mai.

Francesco Rossi16 marzo 2015

Un verseggiare che pone il lettore davanti a un fatto certo: grande sensibilità da parte dell'autore. Poi, la composizione in una trama chiare esprime concetti chiari a cui l'uomo nel suo insieme dovrebbe avere a riferimento.

Chiara Vacchieri16 marzo 2015

La diversità spaventa ma nessuno puó vedere fuori deformità più impressionante di quella che gli abita dentro. Una poesia mostruosamente originale, unica, di una bellezza estrema.

Antonella Avolio18 marzo 2015

E' un piacere quando la poesia si inchina, profondamente, dinanzi a un problema così marcato nell'anima di una persona che decide di morire, quale male minore. Siamo piccoli noi e non chi ha un problema fisico o psicologico! Complimenti per tanta sensibilità.