Venerdì Santo, la gioia è da venire
Nunziata Mannino
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E’ buio luminoso di ceri doloranti di lacrime adornati,
è nenia antica di silenziosi pianti e umani pentimenti,
è corporea processione con speme di riscatto
d’un tratto sollevata a risorgere ancora.
Voci, coralmente intonate d’afflato,
che la preghiera armoniche rende,
strisciano lungo cortili e vie solitarie e
con brusio di lirica s’innalzano
su muri d’edera abbarbicati,
già dallo scorso anno dimenticati e
cadenzano luci di case risvegliate
e ginocchia sui balconi piegate,
lungo la via della sofferenza che
sulla collina ha la sua mortale tenda.
Anche il passo è divenuto silenzioso,
armonia di mille andature in una,
marcia sospinta da antica fede
e levitano mille braccia a sostenere
la Croce di Gesù coronata da luci votive
da speranzoso conforto accese e
accomunate ad altre compagne tremolanti
a ve n’è una per ogni peccato di uomo e di donna .
Sorretta da umano mare ondoso
con tacito richiamo, d’improvviso, fugge e si rincorre,
da valle a valle, la semina di lodi e
l’eco si ritrova a ripetuto dialogare
con se stesso felice di poter pregare
litanie di parole sante.
Consueto e melodioso avanza il corteo,
arranca senza sentir la fatica,
appare una Luce nuova all’ orizzonte e
con tenacia guadagnar la si vuole e
il Cristo Risorto si aspira abbracciare,
un tuffo in attesa della risalita
in acqua chiara che lavi la vita,
così, in questa lunga notte, aspettiamo
catarsi dal Bene Supremo impressa
nella natura incorporea che celiamo,
mentre tristezza e gioia sequelando insieme vanno
a raccontarci la bellezza e il fulgore del Risorto!
©
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L'autore
Nunziata Mannino
L’Etna l’ha vista nascere e crescere tra le nere pietre laviche e sotto un cielo blu, adesso vive a Favara in provincia di Agrigento all’ombra dei templi e con lo sguardo volto all’azzurro mare. Ha due meravigliosi gioielli: le sue figlie. Scrive per moti d’animo che non riesce a frenare, tiene penna e taccuino in ogn
Commenti (1)
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Giovanni Licata26 marzo 2015
Poesia astrale commemora il giorno che torna ogni anno alla coscienza dell'uomo che si rifuggia nel perdona le sue colpe. il sangue che scorre tra città e monti non si cancella con una spugna impregnata d i preghiera, il perdono si vive alla conoscenza di una vita sacra, Questo rivive il Venerdì Santo brava poetessa .

