Il soldato

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Una poesia che racconta di una drammatica realtà che non si riesce a dimenticare perché esiste sempre una guerra da odiare. Con uno stile musicale da sembrare una canzone, il poeta ci racconta il dolore, la perdita, lo sgomento perché alla fine siamo tutti uomini e non nemici. Il vero nemico è chi non rispetta la vita. Un lavoro onesto e sincero. Ottimo.
Il soldato deve obbedire e mettere in atto quello che gli viene ordinato, altrimenti in tempo di guerra, è passato per le armi. L'augurio che non ci siano questi eventi che portano distruzione e lutti. Il dialogo innanzitutto per risolvere le controversie. Versi che mi hanno catturato e credo che coinvolgeranno anche altri.
Un giovane soldato come, purtroppo, tanti altri sparsi per il mondo a combattere guerre, che rispondono solamente a logiche perverse ...giovani che muoiono per opera di chi vuole un nuovo ordine mondiale. La guerra è un crimine contro l'umanità, che ben espone il poeta con versi taglienti e incalzanti. Lode al poeta.
Una poesia che tratta un tema drammatico, purtroppo. Nel pianeta da sempre c'è una guerra da qualche parte e questa poesia mette in evidenza ciò che a volte dimentichiamo con superficialità. Bella.
Un testo che denuncia il dramma della guerra, dove uomini sono costretti a combattere altri uomini, anche se nei loro cuori non c'è violenza né volontà di uccidere.
Hanno ragione Pagu (la poesia sembra una canzone, soprattutto perché usa gli ottonari) e Leo (la legge della guerra è "dura lex, sed lex") . Però, anche per restare in tema di canzoni, esisterebbe un'alternativa (che sarebbe meno pericolosa se tanti soldati la mettessero in pratica...) : la diserzione. Ed essa fu magistralmente cantata per la prima volta, credo, dal poliedrico Boris Vian, tanto poi imitato, nei primi anni Cinquanta: "Je viens de recevoir / mes papiers militaires / pour partir à la guerre / avant mercredi soir. / Monsieur le Président, / je ne veux pas la faire / je ne suis pas sur terre / pour tuer des pauvres gens. / (...) Ma décision est prise, / je m'en vais déserter. "
Il ricordo della guerra con i sui numerosi morti, mortifica ogni coscienza. La chiusa ha destato le reminiscenze storiche dell'attentato dell'Italia all'Albania nell'anno 1939. Ricordate l'effetto del'armistizio del 1943? Gli italiani vennero soccorsi dai loro nemici, i partigiani albanesi. La storia insegna non soltanto la cronologia di fatti ed eventi ma anche lo scavo psicologico dei protagonisti delle vicende belliche. Anche la guerra può avere un cuore.
Si leggono con un peso sullo stomaco questi versi, in ognuno si respira quel sentire che un tempo ha toccato il cuore di molte famiglie. Chissà se finiranno mai questi conflitti che ancora abitano questo mondo – e non sono pochi!
lirica che commuove ...le guerre non dovrebbero esistere... poesia che prende il cuore
Leggendola balzano alla mente da quella zona sconosciuta del nostro pensiero, patrimonio della nostra individualità ed universalità, due reminiscenze... la splendida canzone di De Andrè "La guerra di Piero" e un verso della splendida poesia di Quasimodo "Uomo del mio tempo" "...Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo". Si, penso alla stoltezza della guerra voluta sempre e soltanto dai potenti e dagli esaltati a alla immutabilità della natura umana fatta di istinti e pulsioni ma anche di sentimenti che dovrebbero guidare il raziocinio. Poesia che emoziona, tocca argomenti e accadimenti che erroneamente ci illudiamo di aver superato ma che oggi più che mai proliferano lasciandoci sgomenti ed atterriti. Molto bella!









